Storia della concia / Concia al CromoCONCIA AL CROMOCONCIA VEGETALEALTRI TIPI DI CONCIA

 

La concia è un'arte antichissima nata ai tempi della preistoria, quando l'uomo si accorse che la pelle degli animali che cacciava poteva essere utilizzata in vari modi, per esempio per ripararsi dal freddo.

Essendo però un materiale organico, essa durava pochissimi giorni e andava presto in putrefazione. Col passare del tempo, l'uomo scoprì che esistevano alcuni metodi per farla durare più a lungo, per esempio sistemandola accanto al fuoco utilizzato per scaldarsi, oppure immergendola in acqua assieme a rami o foglie di alberi.

A partire da questa scoperta, il processo di lavorazione della pelle, chiamato anche "processo di concia", fu soggetto a continui sviluppi e miglioramenti, tanto che al giorno d'oggi sono molto diffuse le "concerie", ovvero le fabbriche dove si lavora la pelle e si producono ogni anno milioni di metri quadrati di pellami.
Il processo della concia della pelle consiste nel trasformare la pelle dell'animale in un prodotto resistente, igienico e traspirante. Per molti secoli, tale processo rimase invariato: si utilizzava principalmente l'acqua, il grasso animale, la calce e i tannini vegetali, cioè una sostanza chimica contenuta in quasi tutti i vegetali e nel legno.

Solo a partire dalla seconda metà dell'Ottocento venne introdotto il "bottale", cioè una macchina composta da un cilindro che ruota attorno al proprio asse. Durante il processo di concia, i prodotti chimici, la pelle e l'acqua venivano introdotti all'interno del bottale, il quale veniva fatto ruotare velocemente. Attraverso tale rotazione, i prodotti penetravano all'interno della pelle, accelerando così il processo conciario. Con l'introduzione del bottale, quindi, l'attività conciaria si trasformò in una attività prevalentemente industriale.

Tuttavia, il passo decisivo fu fatto con la scoperta della concia al cromo, grazie alla capacità conciante dei composti del cosiddetto "cromo trivalente". Tali composti, infatti, hanno la particolarità di legarsi alla pelle in maniera stabile e la rendono imputrescibile. Grazie alla sua flessibilità, rapidità e semplicità, la concia al cromo è, ad oggi, il processo più diffuso. Si stima, infatti, che circa l'80 % del cuoio prodotto nel mondo derivi proprio da questo tipo di lavorazione della pelle. Tra gli altri vantaggi, la concia al cromo conferisce una maggiore stabilità termica, un'ottima impermeabilità e minor tempo di lavorazione con costi contenuti. Essa può essere utilizzata sulla pelli ovine, suine, bovine e caprine, per produrre il cuoio utile a tanti scopi, tranne che per le suole delle scarpe.

Al termine di questo tipo di lavorazione, la pelle assume un particolare colore definito "wet blue", cioè un azzurro molto chiaro, che può essere tinto di varie tonalità.

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SEALS
OF QUALITY

Nuti Ivo Group è in grado di garantire che la concia Nuti White Leather sia effettivamente una lavorazione che produce pelle al 100% priva di metalli pesanti (fra i quali il cromo). Inoltre tutte le pelli Nuti White Leather sono garantite 100% Metal Free anche al termine di tutte le fasi di rifinitura e colorazione.

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Il MIGLIOR
GRADO DI CONCIA

Il grado di concia (cioè la misura di quanto la pelle sia effettivamente conciata e stabile) di una pelle viene valutato con il "Tg" che corrisponde alla temperatura di restringimento (o gelatinizzazione) che deve essere almeno di 65/70* e se inferiore si rischia di avere una pelle poco duratura nel tempo. Nuti White Leather è l’unica concia metal free che raggiunge e spesso supera un Tg pari a 75.